Archivio tag per 'risveglio-interiore'

Ago
24

Perle di saggezza (17)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Non tormentarti mai la mente coi sì e i no. Sta’ calmo. Tu sei la consapevolezza in sé. Vivi nella felicità della tua stessa natura, che è la felicità medesima. (Ashtavakra Gita 15:19)
  • Lo scopo di tutte le principali tradizioni religiose non è di costruire grandi cattedrali là fuori, ma di creare templi della bontà e della compassione qui dentro, nei nostri cuori. (Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
  • Ciò che la gente pensa possa accadere è sempre diverso da ciò che poi accade. Da ciò deriva un grande scontento; così va il mondo. (Salla Sutta)
  • Non c’è che un respiro a separare questa vita da quella a venire. Non sapendo se sarò ancora qui domattina, perché cercare di ingannare la morte con dei progetti per un futuro permanente? (Milarepa)
  • Non perderti nel passato, non rincorrere il futuro; il passato non c’è più e il futuro non è ancora arrivato. Osservando profondamente la vita così com’è, in questo stesso momento, dimora nella stabilità e nella libertà. Devi stare attento oggi: attendere fino a domani è troppo tardi. La morte giunge inattesa, com’è possibile patteggiare con lei? (Bhaddekaratta Sutta)

Fonti: Perle di saggezza

Ago
01

Perle di saggezza (16)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Se non sei contento della tua vita, probabilmente, è perchè la Vita stessa non è contenta di te.
    Se non sei in sintonia con lei, non puoi certo pretendere che essa sia in sintonia con te.
    Quindi, sbagli a lamentarti: ascolta piuttosto cosa ha da sussurrarti nel silenzio.
    Fai tacere la tua mente e cerca di udire la sua melodia.
    E allora, forse, non andando più controcorrente, il tuo cuore avrà un nuovo respiro e battito d’amore. (Praj)
  • Se, con l’invecchiamento e il distacco da qualsiasi seduzione, si realizza un buon stato di Consapevolezza, si può cominciare a staccare gli ancoraggi che ci tengono legati al corpo. Pur rispettandolo e non rinnegandolo, si smette di considerarlo la nostra identità, anche se si sa che è il tempio in cui abbiamo vissuto e tuttora viviamo. Sebbene si è fatti per vivere una vita probabilmente lunga, si sa di essere più prossimi alla fine del viaggio rispetto a qualche anno prima. Quindi si è in grado di cogliere le bellezza del tempo che scorre. Si può sentire meglio ogni istante di vita come un regalo meraviglioso.
    Consapevoli di disporre di un tempo a scadenza, come i malati terminali, non ci si dispone più a grandi progetti: ci si accontenta di quello che si ha, non di quello che si potrebbe avere; di quello che si è, non di quello che potrebbe essere. Si lascia che le speranze si dissolvano, sfumino, e quando cessano le speranze, sparisce anche la paura.
    Si smette di attaccarsi all’effimero. Tutto è un dono ricevuto: le piccole gratificazioni, la tenerezza che ci scalda il cuore come un balsamo, gli scambi gentili con gli esseri umani, la capacità di essere di conforto agli altri, i delicati segnali dei sensi…
    Perciò, se si invecchia bene, non significa decadere mentalmente né diventare decrepiti. Soprattutto se ci si è preoccupati di mantenere in salute il nostro corpo. Meglio ancora se ci è dedicati a fare ogni giorno un pò di esercizio fisico, a contemplare o meditare sul senso della vita.
    Naturalmente, se non si è colpiti da gravi malattie o da gravi tragedie familiari. Situazioni che, comunque, si affronteranno meglio, se saremo presenti ad esse con una certa saggezza conquistata negli anni. Se si ha imparato cose nuove sviluppando una tranquilla umiltà di fronte all’impermanenza, si manterrà fino alla fine una buona lucidità mentale.
    Forse si è anche più creativi, perché ora non si cerca di creare per una qualche forma di successo esteriore ma solo per il piacere di farlo, di esprimerci.
    Anche il naturale declino delle pulsioni sessuali, se vissuto con maturità e consapevolezza, può trasformare l’invecchiamento in una splendida fase della nostra vita. Inoltre, possiamo essere liberi da tante illusioni, ambizioni, attaccamenti insensati, angosce; liberi dal bisogno di approvazione e riconoscimento. Liberi di rilassarci a fondo. Si è serenamente in grado di accettare le critiche e le offese, di mettere a tacere la mente petulante, di aprirci ancora in molte le direzioni, di aiutare gli altri a liberarsi dalla sofferenza e, in particolar modo, di indicare ai giovani il cammino per un possibile risveglio della Consapevolezza. (Praj)

Fonte: Risveglio interiore

Lug
25

Perle di saggezza (15)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Proprio ora e in ogni momento presente, vi chiudete oppure vi aprite. Siete nell’ansiosa attesa di qualcosa – più soldi, più sicurezza, più amore – oppure vivete dal profondo del cuore, aperti in sintonia con la totalità del presente e state dando ciò che più profondamente volete dare, senza attendere. Se state aspettando qualcosa per vivere e amare senza trattenere nulla, allora soffrite. Ogni momento è il momento più importante della vostra vita. Non c’è tempo futuro migliore di adesso per abbassare la guardia e amare. Tutto ciò che fate adesso produce onde che si espandono fino a interessare tutto. La vostra postura può far brillare il cuore o trasmettere l’ansia. Il vostro respiro può irradiare amore o infangare di depressione la stanza in cui vi trovate. Il vostro sguardo può svegliare la gioia. Le vostre parole possono ispirare libertà. Ogni vostro atto può aprire le menti e i cuori. Aprendovi a tutti dal cuore, vivete per tutti come un dono. In ogni momento, siete aperti o chiusi. Anche adesso state scegliendo di aprirvi e di darvi pienamente oppure state attendendo. Che cosa vi sentite di scegliere? (David Deida)
  • Perché aspettare? Che cosa stai aspettando esattamente? Qualcuno cui dare ciò che hai sempre desiderato? Un treno che venga giù dal cielo per portarti dei doni? Ma nulla di ciò che potrebbe accadere potrebbe mai essere buono e prezioso quanto te. Ciò che ti trattiene dall’essere, dall’essere presente, non è altro che la speranza nel futuro; la speranza in qualcosa che deve accadere tiene in vita una certa fantasia sul futuro. Ma questa è un miraggio; non ci arriverai mai. Il miraggio ti trattiene dal vedere l’evidenza, la preziosità dell’essere. È una grande distorsione, una grande incomprensione di ciò che può darti soddisfazione. Quando insegui un miraggio stai rifiutando te stesso. (A. H. Almaas)
  • Il più grande sostegno che si possa avere è l’attenzione cosciente, che vuol dire essere completamente presenti in ogni singolo momento. Se la mente rimane ben centrata, non può fabbricarsi storie sull’ingiustizia del mondo o degli amici, o sui propri desideri o dispiaceri. Tutte queste storie potrebbero riempire molti volumi, ma, quando siamo consapevoli, questo chiacchiericcio si arresta. Essere attentamente coscienti vuol dire essere completamente assorti nel momento presente, senza lasciare spazio a nient’altro. Ci lasciamo riempire degli accadimenti momentanei, quali che siano – sia che siamo in piedi, o seduti, o sdraiati; sia che proviamo piacere o dolore – e manteniamo una consapevolezza senza giudizio, semplicemente “prendendo atto”. (Ayya Khema, “Sii un’isola”)

Fonte: Perle di saggezza

Lug
18

Perle di saggezza (14)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Non aggrapparti al passato e non rincorrere il futuro, perché il passato non c’è più e il futuro non è ancora arrivato. Vedendo con chiarezza le cose così come sono, in questo momento, qui e ora, chi pratica la vipassana vive la vita nella calma e nella libertà. Bisogna stare attenti oggi; attendere domani potrebbe essere troppo tardi. La morte può arrivare e coglierci di sorpresa, chi può dirlo? Colui che sa come vivere con attenzione giorno e notte è colui che conosce il modo migliore per essere indipendente. (Bhaddekaratta-sutta)
  • Un giorno il Buddha sedeva nel bosco con trenta o quaranta monaci. Avevano fatto un ottimo pranzo e stavano in buona compagnia l’uno dell’altro, sopraggiunse un contadino molto triste, che chiese al Buddha e ai monaci se avessero visto passare le sue vacche. Il Buddha rispose di no. Allora il contadino disse: «Monaci, sono così depresso. Avevo dodici vacche e non riesco a capire perché siano fuggite. Avevo anche una piantagione di sesamo di alcuni acri, ma gli insetti l’hanno divorata tutta. Sono tanto infelice che vorrei morire». Il Buddha disse: «Amico mio, non abbiamo visto nessuna vacca passare di qui. Forse devi cercarle nell’altra direzione». Il contadino ringraziò e scappò via, mentre il Buddha si rivolgeva  ai monaci: «Amici miei, siete le persone più felici del mondo, perché non avete vacche da perdere. Se aveste vacche da allevare sareste indaffaratissimi. Perciò per essere felici, dovete imparare l’arte di lasciar andare le vacche. Lasciatele andare a una a una. All’inizio credevate che queste vacche fossero necessarie per essere felici, ma adesso vi rendete conto che non sono affatto essenziali per la vostra felicità, ma che, al contrario, costituiscono un ostacolo. Perciò vi siete decisi a lasciarle andare». (Tratto e condensato dal Majjhimanikaya)
  • I grandi insegnamenti, all’unanimità, danno risalto al fatto che tutta la pace, la saggezza e la gioia dell’universo sono già dentro di noi; non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle. Come un bambino che stia in un magnifico parco con gli occhi strettamente chiusi, non abbiamo bisogno di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli e il cielo; dobbiamo soltanto aprire gli occhi e vedere che cosa c’è già qui, che cosa siamo già, non appena smettiamo di fingere di essere piccini o peccatori.  Si potrebbe definire quasi tutta la pratica spirituale semplicente come esserci, identificare e arrestare, identificare e arrestare, identificare e arrestare: identificare le innumerevoli forme di illusione che indossiamo e darsi il coraggio di arrestarle tutte. A poco a poco, in profondità dentro di noi, il diamante si lustra, gli occhi si aprono, l’alba si mostra e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già. Tat twam asi: Tu sei quello! (Bo Lozoff)
  • La vita è come un film. È come lo svolgimento di una storia che vediamo e interpretiamo, mentre ci identifichiamo con gli attori (cioè i divi) e ci immergiamo nel dramma. Quando si comincia a notare questo fatto, la vita diventa più leggera. La monotonia svanisce e comincia la magia. Perché quando rivolgiamo la nostra attenzione ai nostri stessi corpi, sensazioni, percezioni, impulsi e coscienza, scopriamo che siamo intessuti dei fantastici fili delle storie che proiettiamo. Solo un io del genere può creare ed esser creato: un io fisso, inamovibile è come morto. (Stephen Batchelor)

Fonte: Perle di saggezza

Giu
20

Perle di saggezza (13)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Che io possa trovare la serenità per accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza per distinguere le une dalle altre. Che io possa vivere un giorno alla volta, godendo di ogni istante, accettando le difficoltà come una via per la pace. (Anonimo buddista)
  • La differenza fra chi si sente creatura separata dal Creatore e chi si sente Creatore che si esprime come creatura è che il primo si percepisce libero ma non ha il potere di esserlo veramente, mentre il secondo sa di non essere libero ma vive come se lo fosse. (Praj)
  • In un monastero, un anziano maestro, un vero saggio, non riesce a nascondere la sua tristezza.
    “Perchè sei tanto triste, maestro?” gli chiede un giovane monaco.
    “Perchè comincio a dubitare dell’intelligenza dei miei fratelli riguardo alle grandi realtà di Dio. E’ già la quarta volta che ho mostrato loro un fazzoletto di seta su cui ho disegnato un puntino nero, e ho chiesto di dirmi cosa vedono. Tutti mi hanno risposto ‘un puntino nero’, e nessuno ‘un fazzoletto di seta’.
    La nostra consapevolezza dipende dalla focalizzazione della nostra attenzione, dal nostro interesse. Quindi se vediamo solo il particolare e non il generale, limitiamo la nostra visione, le nostre possibilità di comprendere. (Praj)
  • Non ti preoccupare dei difetti del maestro: se devi attraversare un fiume, non importa se la barca che ti conduce dall’altra parte è mal dipinta. (Da un testo sacro tibetano)

Fonti: Perle di saggezza e Risveglio interiore

Mag
23

Perle di saggezza (12)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Si racconta che il bel cavallo di un saggio un giorno sfondò la porta della stalla e fuggì via. Ai vicini di casa che andarono da lui per compatirlo rispose con un dolce sorriso: “Magari è un bene”. Sei mesi dopo il cavallo fece ritorno insieme a dieci cavalli selvaggi che lo avevano eletto a capo branco. Quando i vicini casa accorsero a congratularsi con lui, il saggio rispose: “Magari è un male”. Il figlio del saggio cercò di domare uno di quei cavalli. Ma il cavallo indomito lo scaraventò per terra. Il giovane si ruppe una gamba e rimase zoppo per tutta la vita. Il saggio disse ai vicini venuti a consolarlo: “Magari è un bene”. Scoppiò la guerra e tutti i ragazzi del villaggio furono costretti ad arruolarsi nell’esercito, tutti tranne il figlio del saggio, perchè era zoppo… (Praj)
  • Non ti preoccupare dei difetti del maestro: se devi attraversare un fiume, non importa se la barca che ti conduce dall’altra parte è mal dipinta. (da un sacro testo tibetano)
  • Se non seguite qualcuno vi sentite molto soli. E allora siate soli! Perché avete paura di star soli? Perché siete a faccia a faccia con voi stessi così come siete e vi trovate vuoti, ottusi, stupidi, sgradevoli, colpevoli, ansiosi – un’entità secondaria, scadente, di seconda mano. Affrontate questa realtà: guardatela, non fuggitela. Nel momento in cui fuggite comincia la paura. (Krishnamurti)
  • Molto tempo fa, nella Cina dei T’ang, un monaco anziano andava in pellegrinaggio al monte Wu-t’ai, residenza di Manjusri, il bodhisattva della saggezza. […] Un bel mattino, guardando in alto, vide in lontananza la maestosa montagna. Vicino al bordo della strada c’era una vecchia che lavorava il campo. «Per favore – le chiese – dimmi quanto manca per arrivare al monte Wu-t’ai». La donna lo guardò appena, emise un suono gutturale e si rimise a zappare. Il monaco ripetè la domanda una seconda e una terza volta, ma sempre senza risposta. Pensando che fosse sorda, decise di tirar dritto. Ma dopo aver fatto alcune dozzine di passi, udì la voce della vecchia: «Ancora due giorni. Ti ci vorranno ancora due giorni». Piuttosto infastidito, il monaco rispose: «Pensavo che fossi sorda. Perché non hai risposto prima alla mia domanda?». E la vecchia: «Mi hai fatto la domanda mentre eri fermo, padrone. Per risponderti dovevo vedere quale fosse la tua andatura!». (Storia zen)

Fonti: Perle di saggezza e Risveglio Interiore

Apr
11

Perle di saggezza (11)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • La responsabilità non riguarda solo i leader dei nostri Paesi o coloro che sono stati eletti o nominati a svolgere un compito particolare. Riguarda ciascuno di noi individualmente. La Pace, per esempio, comincia dentro ciascuno di noi. (Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
  • Tra il Buddha e un filosofo del suo tempo si svolse il seguente breve dialogo. Disse il filosofo: «Ho sentito che il vostro Dharma è una dottrina del risveglio. Qual è il vostro metodo? Che cosa fate ogni giorno?». Rispose il Buddha: «Camminiamo, mangiamo, ci laviamo, ci sediamo». E il filosofo: «Che cosa c’è di speciale in questo? Tutti camminano, mangiano, si lavano, si siedono». Disse il Buddha: «Signore, quando camminiamo siamo consapevoli di camminare; quando mangiamo, siamo consapevoli di mangiare e così via. Invece quando gli altri camminano, mangiano, si lavano, o si siedono, in genere non sono affatto consapevoli di ciò che stanno facendo». (Thich Nhat Hanh)
  • Non aggrapparti alla tua comprensione. Anche se capisci qualcosa, dovresti chiederti se ci possa essere qualcosa che non hai completamente inteso, o se ci può essere qualche altro significato ancora più profondo. (Dogen)
  • Se non hai riconosciuto la felicità quand’eri solo, un gruppo di persone sarà soltanto causa di distrazione. (Gyalwa Godrakpa)

Fonte: Perle di saggezza

Mar
21

Perle di saggezza (9)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • […] Senza l’altro, ci sarebbe difficile conoscerci, l’altro è un rivelatore del nostro mondo interiore. L’altro è sempre uno specchio in cui possiamo rifletterci. L’incontro, lo scambio, con l’altro diventa una relazione…silenziosa. Perché occorre il silenzio per poter ascoltare ciò che l’altro cerca di dirci dietro le parole, per ascoltare ciò che si risveglia in noi. In quest’ascolto silente, l’altro si rivela. […] In questo spazio d’ascolto e consapevolezza emerge ciò che si potrebbe chiamare Amorevolezza Cosciente. (Praj)
  • Il valore di un traguardo conseguito non sta solo nel fatto di averlo raggiunto ma, anche e soprattutto, in ciò che abbiamo compreso durante il percorso per raggiungerlo. (Praj)
  • Se non abbiamo Fiducia nel presente, la stessa Fiducia nel futuro non può fiorire. Solo dando fiducia al presente creiamo le premesse per la fiducia nel momento successivo. […]Quindi la Fiducia è la base, il presupposto irrinunciabile, per ogni relazione che vuole veramente aprirsi all’Amicizia, all’Amore, al mistero dell’Esistenza, a Dio. (Praj)
  • Se ci guardiamo attorno vediamo l’infelicità che regna nel mondo, attorno a noi e dentro di noi. Sappiamo spiegarcene il motivo? Noi possiamo dire: la solitudine, l’oppressione, la guerra, la cattiveria, l’ateismo, le religioni… E ci sbagliamo, probabilmente. Forse una sola è la radice dell’infelicità: le false certezze che abbiamo in testa, quelle certezze talmente diffuse e difese che non abbiamo mai creduto di doverle mettere in discussione. Per queste certezze devianti noi vediamo il mondo e noi stessi da una prospettiva sbagliata. I nostri schemi mentali sono così costringenti, e la pressione che la società esercita su di noi è così forte che noi siamo come obbligati a vedere il mondo in questa maniera distorta. Non c’è via di scampo, proprio perché non ci viene neppure il sospetto che il nostro modo di vedere sia miope, che il nostro modo di pensare sia distorto e che le nostre certezze siano false. Guardiamoci ancora attorno e vediamo se possiamo trovare una sola persona autenticamente felice, libera da paure, incertezze, ansietà, tensioni e preoccupazioni: a essere fortunati, ne troveremo pochissimi. […] L’angoscia, la sofferenza… possono diventare delle porte verso la serenità. Qualcuno ha detto: “Benedetti coloro che sono abbastanza fortunati da conoscere l’angoscia, benedetti coloro che sono in angoscia, perché possono essere risvegliati.” Usiamo dunque la nostra angoscia come una forza per risvegliarci, perché quando siamo comodi tendiamo a dormire, quando siamo scomodi le possibilità di risvegliarci sono maggiori. (Praj)

Fonte: Risveglio Interiore

Feb
23

Perle di saggezza (8)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Fate conto che un orafo prenda le tenaglie e metta dell’oro nella fornace per fonderlo. Se soffierà troppo sul fuoco, lo riscalderà troppo, e parimenti se spruzzerà troppa acqua, lo raffredderà. Se lo toglierà continuamente dal fuoco per esaminarlo, ugualmente non raggiungerà il risultato voluto. Ma se farà tutte queste cose al momento opportuno, conoscendo la natura dell’oro, riuscirà a lavorarlo e a renderlo brillante con facilità. Nello stesso modo, ci sono tre qualità cui un praticante dovrebbe prestare attenzione: la concentrazione, la determinazione e l’equanimità. Se presterà a queste qualità la giusta attenzione al momento giusto, la sua mente diventerà come l’oro, modellabile, brillante e pura. (Anguttara Nikaya III, 103, Nimitta Sutta)
  • Dovremmo usare la sofferenza, per quanto dura, come occasione, come palestra, per imparare a riconoscere l’essenza di noi stessi. (Praj)
  • Si dice che ci siano solo due tragedie nella vita: non ottenere ciò che si vuole, e ottenerlo. (Bhante Henepola Gunaratana)
  • Quanta parte della tua vita trascorri in attesa di essere in qualche altro posto? (Matthew Flickstein)
  • È sconsigliabile essere troppo sicuri della propria saggezza. È salutare invece ricordarsi a che i più forti possono indebolirsi e che i più saggi possono sbagliare. (Mohandas Karamchand Gandhi)
  • Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice tu, pratica la compassione. (Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)

Fonti: Perle di saggezza e Risveglio Interiore




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