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Perle di saggezza (8)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • Fate conto che un orafo prenda le tenaglie e metta dell’oro nella fornace per fonderlo. Se soffierà troppo sul fuoco, lo riscalderà troppo, e parimenti se spruzzerà troppa acqua, lo raffredderà. Se lo toglierà continuamente dal fuoco per esaminarlo, ugualmente non raggiungerà il risultato voluto. Ma se farà tutte queste cose al momento opportuno, conoscendo la natura dell’oro, riuscirà a lavorarlo e a renderlo brillante con facilità. Nello stesso modo, ci sono tre qualità cui un praticante dovrebbe prestare attenzione: la concentrazione, la determinazione e l’equanimità. Se presterà a queste qualità la giusta attenzione al momento giusto, la sua mente diventerà come l’oro, modellabile, brillante e pura. (Anguttara Nikaya III, 103, Nimitta Sutta)
  • Dovremmo usare la sofferenza, per quanto dura, come occasione, come palestra, per imparare a riconoscere l’essenza di noi stessi. (Praj)
  • Si dice che ci siano solo due tragedie nella vita: non ottenere ciò che si vuole, e ottenerlo. (Bhante Henepola Gunaratana)
  • Quanta parte della tua vita trascorri in attesa di essere in qualche altro posto? (Matthew Flickstein)
  • È sconsigliabile essere troppo sicuri della propria saggezza. È salutare invece ricordarsi a che i più forti possono indebolirsi e che i più saggi possono sbagliare. (Mohandas Karamchand Gandhi)
  • Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice tu, pratica la compassione. (Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)

Fonti: Perle di saggezza e Risveglio Interiore

4 commenti a “Perle di saggezza (8)”


  1. 1 Isa-Azia
    27 febbraio 2008 alle 17:27 Quota

    Ciao Paolo,

    Avevi proprio ragione: è cambiato tutto qui, dall’ultima volta che ci sono passata!

    Per tornare all’argomento felicità e alla citazione di SS il Dalaï Lama, eccone un’altra : ” Il est important de percevoir combien votre propre bonheur est lié à celui des autres, il n’existe pas de bonheur individuel totalement indépendant d’autrui…..”, e cioè, con poche parole, la felicità
    non puo essere individuale ed egoistica, l’essere felici dipende dalla felicità altrui.

    Mi sembra che questo pensiero sia da meditare a lungo, perché illustra molto bene l’idea dell’interdipendenza dei fenomeni, di tutti i fenomeni!

    Un abbraccio,
    A più tardi,
    Isa-Azia

  2. 2 Paolo
    27 febbraio 2008 alle 21:56 Quota

    @Isa-Azia: bello, bellissimo. Un pensiero che fa davvero riflettere..

  3. 3 Isa-Azia
    16 marzo 2008 alle 10:28 Quota

    Ciao Paolo,

    Se permetti, vorrei approfittare del sito per tornare all’argomento di sopra: LA COMPASSIONE.

    “Agence France-Presse
    Pékin
    Des violences opposant des manifestants tibétains hostiles à la présence chinoise aux forces de l’ordre ont fait des morts et de nombreux blessés vendredi dans le centre historique de Lhassa, la capitale du Tibet.”

    Per chi non ha capito, in poche parole, venerdi scorso, a 5 mesi dalle Olimpiade di Beijing, a Lhassa, capitale del Tibet, monaci buddhisti hanno subito violenze da parte del potere militare cinese.
    Morti e feriti, ma ovviamente, non si puo sapere esattamente ancora quanti.
    Tutti chiusi a casa, in albergo… aspettando il ritorno della calma.
    A quanto pare, sarebbe stato il discorso di S.S. il Dalaï Lama (il rappresentante ufficiale del Tibet a Dharamsala-India) ad avere motivato la manifestazione sulle piazze ‘pubbliche’ della città.
    Tenzin Gyatso, all’occasione del 49° anniversario del suo esilio in India, ha denunciato la repressione cinese in Tibet, in una dichiarazione inconsuetamente severa.

    Insomma, ecco come risponde il governo cinese, quando gli si chiede un po meno gentilmente di rinunciare all’uso della forza» !

    FREE TIBET!
    FREE BURMA!…
    Libertà per tutti… e magari, un po di compassione su questa terra, che non ci farebbe male!

    Un abbraccio,
    Abbi cura di te,
    Isabelle-Azia

  4. 4 Paolo
    16 marzo 2008 alle 13:23 Quota

    @Isa-Azia: scandaloso davvero :-(

    Io non capisco come facciano le nazioni a partecipare a queste olimpiadi segnate dalla violenza e dalla repressione :-(

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