Gen
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Perle di saggezza (6)

Torna la rubrica “Perle di saggezza”, pensieri su cui riflettere:

  • La condizione di vuoto mentale non è la demenza dell’idiota, ma intelligenza sommamente attenta, non distratta da pensieri estranei. (Ramesh Balsekar)
  • L’ignoranza è la mancanza di discriminazione fra il permanente e l’impermanente, tra il puro e e l’impuro, tra la felicità e la sofferenza, tra ciò che è in tuo potere e ciò che non lo è. (Patañjali)
  • Semina un pensiero e nascerà un’azione. Semina un’azione e nascerà un’abitudine. Semina un’abitudine e nascerà un carattere. Semina un carattere e nascerà un destino. Poiché la mente precede i modi d’essere, originati dalla mente, creati dalla mente. Nella mente ha origine la sofferenza; nella mente ha origine la cessazione della sofferenza. (Anguttara Nikay)
  • Non inseguire il passato, non cercare il futuro; il passato è andato, il futuro deve ancora venire, ma osserva chiaramente sul posto, l’oggetto che c’è adesso, così troverai e vivrai in un tranquillo, stabile stato mentale. (Buddha)
  • Colui che, pur non avendo alcuna istruzione, ascolta i sapienti, ne ricaverà un sostegno per le avversità. Le parole che fuoriescono dalle labbra degli uomini retti sono come un punto d’appoggio sicuro in un luogo scivoloso. (Tirukkural XLII)
  • Sofferenza è un termine fondamentale nel pensiero buddista. È una parola-chiave e va capita bene. Il termine pali è dukkha e non indica soltanto il dolore del corpo. Include anche quel sottile e profondo sentimento di insoddisfazione che è parte di ogni momento psichico e che deriva direttamente dal sempre mutevole sostrato mentale. L’essenza della vita è sofferenza, disse il Buddha. A prima vista sembra un’affermazione troppo cupa e pessimistica. Sembra perfino falsa. Dopotutto, c’è abbondanza di periodi di tempo in cui siamo felici. Non è così? No, non è così. Sembra soltanto. Prendi un momento qualsiasi in cui ti ritieni davvero soddisfatto ed esaminalo approfonditamente. In fondo, sotto la gioia, troverai quel sottile e onnipervadente ronzio carico di tensione, la sensazione che, non importa quanto questo momento sia fantastico, sta comunque per concludersi. Non importa quanto tu abbia guadagnato o vinto, sei destinato o a perderne una parte o a passare il resto dei giorni a custodire quel che hai ottenuto e a progettare come averne di più. E, alla fine, sei destinato a morire. Alla fine, perderai tutto. È tutto transitorio. (Henepola Gunaratana)

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